Pubblicato il - 21 set 2017

L’otite catarrale può causare ipoacusia: diagnosi e cura

A cura del Dott. Nicola Del Prete

Otorinolaringoiatra, Audiologo, Endoscopia delle vie aeree superiori.

Responsabile dell'ambulatorio di Audiologia del distretto 41 S.Antimo, 44 Afragola e 45 Caivano della ASL NA 2 Nord.

 

 

L’otite catarrale o otite media catarrale acuta è l’infiammazione dell’orecchio medio con deposito di secrezioni muco-catarrali nella cassa timpanica situata dietro al timpano. Spesso è conseguenza di un’infiammazione delle vie respiratorie superiori (riniti, faringiti, sinusiti) che si propaga all’orecchio attraverso la tuba di Eustachio (fig.1).

Nel bambino le tube di Eustachio sono più corte e più orizzontali rispetto a quella degli adulti permettendo così ai batteri e ai virus di penetrare e rimanere nell’orecchio medio più facilmente. Un’ altra causa di otite media catarrale in età pediatrica è la presenza di ipertrofia adenoidea (tessuto linfatico situato nel rinofaringe) che ostruendo completamente o in parte lo sbocco della tuba a livello del rinofaringe non consente una normale ventilazione ed un fisiologico drenaggio del muco dell’orecchio medio.

L’otite media catarrale può essere monolaterale o, più spesso, bilaterale. Può essere causata da virus e/o batteri.

I sintomi dell’otite media catarrale acuta sono: otalgia (dolore all’orecchio interessato), occlusione auricolare, autofonia (sentire rimbombare la propria voce), ipoacusia (riduzione dell’udito) per la flogosi della membrana timpanica e per la presenza di secrezioni che non consentono una normale trasmissione del suono da parte del sistema timpano-ossiculare.

Otite catarrale, come si effettua la diagnosi medica

La diagnosi è basata sulla sintomatologia e sull’esame obiettivo dell’orecchio eseguito mediante un otoscopio che ci consente di rilevare la presenza di una membrana timpanica iperemica (arrossata), retratta (spinta verso la cassa timpanica) se vi è solo uno squilibrio pressorio (fig.2)

oppure estroflessa se vi è secrezione che la spinge verso l’esterno(fig.3).

Gli esami da effettuare: audiometrico tonale e impedenzometrico

La terapia medica farmacologica si basa sull’impiego di antibiotici e di terapia decongestionante e mucolitica per via aerosolica. Il dolore può essere trattato con paracetamolo.

 Molto utili al fine di prevenire recidive dell’otite media catarrale acuta risultano i lavaggi nasali con soluzioni idrosaline o acque termali. Utilissima (talvolta risolutiva) risulta essere la terapia termale a cicli ripetuti a base di insufflazioni endotimpaniche ed aerosol nasali sonici con acque sulfuree.

Nel 98% dei casi tale patologia si risolve senza lasciare esiti anatomici e funzionali. Tuttavia quando persistono le cause predisponenti e/o è stata trattata inadeguatamente, l’otite media acuta catarrale può assumere un carattere subacuto con una sintomatologia più sfumata sino a trasformarsi in una forma cronica. Quest’ultima sarà caratterizzata da una sclerosi (indurimento)della membrana timpanica (timpanosclerosi fig.4)

la quale perderà la sua capacità vibratile con conseguente diminuzione della capacità uditiva (ipoacusia) via via sempre più ingravescente tale da richiedere un intervento chirurgico di plastica del timpano (miringoplastica) oppure l’utilizzo di apparecchi acustici

Un cenno a parte merita una patologia dell’orecchio medio che interessa l’età pediatrica che viene definita “glu-ear” cioè “orecchio colla”.  Essa è appunto l’evoluzione in senso cronico di un’otite media catarrale nella quale le secrezioni presenti nella cassa timpanica subiscono delle alterazioni per cui diventano estremamente viscose ed aderenti (orecchio colla). In questi casi la terapia medica non è sufficiente per risolvere il processo morboso ma sarà necessario, oltre alla rimozione dei fattori predisponenti (asportazione delle adenoidi) eseguire una incisione sul timpano per drenare la secrezione accumulata (timpanocentesi) ed apporre un tubicino che consente la normale ventilazione e il completamento del drenaggio della secrezione presente nell’orecchio medio(fig.5).

Tale tubicino verrà espulso spontaneamente dopo 4-6 mesi.

 

 

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